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Nella seconda metà dell'800 con
l'affermazione della telegrafia elettrica, le antiche
catene di torri segnaletiche furono via via
abbandonate. Originariamente usate nell'alto medioevo
per spedire segnali, in genere d'allarme, attraverso
la combustione di fascine di paglia o di legna, esse
con il passare del tempo trovarono una applicazione
sempre più complessa, che tuttavia ci costringe ad
attendere l'epoca napoleonica per vedere le prime
trasmissioni di segnali mediante la moderna telegrafia
aerea ad opera dei fratelli Chappe.
Non è semplice allora ricostruire dai resti di queste
antiche torri le vecchie linee telegrafiche. Più
semplice, invece, è scorgere gli antichi semafori
lungo le strade costiere, specie nei loro punti più
inoltrati e spesso più elevati, là dove più
facilmente si riusciva ad avvistare e comunicare per
tempo le frequenti e rapide incursioni della pirateria
ottomana che aveva le sue basi nelle vicine coste
dell'Albania e del Nord Africa.
La trasformazione di alcune torri costiere in
telegrafi marini ad asta, capaci di comunicare con le
navi che transitavano sotto costa o, nel migliore dei
casi, non oltre l'orizzonte marino, contribuì a
mantenerle in vita. Fino a quando, nel primo
novecento, la Telegrafia-senza-fili di Marconi, fece
il suo ingresso, segnando in modo definitivo il
tramonto del sistema di segnalazione a bracci mobili
originato dalla Télégraphie Aérienne degli Chappe
(l'arma segreta che alimentò il mito
dell'imbattibilità di Napoleone).
Ricordare che la Grande telegrafia visiva
dell'ottocento, con le sue tecniche e i suoi
linguaggi, non è del tutto estranea allo schema
scientifico che guida le moderne telecomunicazioni, può
servire da stimolo per non dimenticarla. O meglio, per
riscoprirla senza atteggiamenti di sufficienza, senza
preconcetti. Per custodirla con attenzione, come se
fosse la vecchia foto da incorniciare e appendere di
un'antenata che fila la rocca. Per sdebitarci ed
esserle riconoscente d'avere spianato la strada con la
sua semplicità alle radiocomunicazioni odierne.
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